Targa in memoria dei militari deportati nei campi di lavoro nazisti

Ultima modifica 2 febbraio 2022

Il 15 settembre 1943 venne affisso a Venaria Reale dal Comando Tedesco il manifesto in cui si ordinava a tutti i militari già facenti parte dell'Esercito Italiano di presentarsi presso la sede del Comune entro le ore 16:00 del giorno successivo per non ben precisate comunicazioni, intimando loro il divieto di recarsi fuori dai confini cittadini pena provvedimenti da parte delle Autorità Militari Tedesche.

I 290 tra Ufficiali, Sottufficiali e Soldati che si presentarono il 16 settembre 1943 alla chiamata davanti al Municipio furono oggetto di retata e vennero deportati con l'inganno in Germania, come prigionieri nei campi di lavoro nazisti.

In occasione del Giorno della Memoria 2022 (27 gennaio) è stata svelata davanti alla sede del Comune la targa commemorativa dedicata ai Martiri della Libertà, cui è intitolata la piazza adiacente.

Testimonianze dell'epoca

Testi tratti dal libro di Franco Manetta "VENARIA tempo di guerra, la sua gioventù", Edizioni Corsorzio A.R.C.A., 2012, Torino

“Dopo la proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre a Venaria ci fu una specie di finimondo. Il mattino del 9 settembre, i soldati scapparono dalle caserme e iniziarono a percorrere le strade del paese e a bussare alle porte delle case a chiedere abiti borghesi da indossare al posto delle divise. … Io e mio padre nascondemmo una ventina di militari, ancora in divisa, nella cantina che avevamo sotto il negozio di piazza Annunziata. Era un posto abbastanza sicuro perché in caso di pericolo, essi potevano calarsi da una botola in un cunicolo alto e largo, quasi sempre asciutto, che attraversava la piazza di sotto e finiva poi nella Ceronda. Noi gli passavamo i viveri e persino un giornale da cui potevano rendersi conto dei pericoli che loro, ma anche noi, stavamo correndo e che aumentavano giorno dopo giorno, anche per l’immediato arrivo de tedeschi”.
(Angiolina Mastri)

“Dopo l’8 settembre, una parte dei militari fuggiti dalle caserme, dopo aver indossato gli abiti borghesi, era rimasta qui presso corregionali o amici. Il 16 settembre all’ora indicata nei manifesti fatti affiggere dai tedeschi la piazza del Municipio si riempì di gente, di militari di stanza a Venaria, ed altri rientrati in paese, perché avevano prestato servizio militare in località più o meno vicine, familiari, parenti, amici, curiosi. All’improvviso, da via Giacomo Medici del Vascello irruppero nella piazza i tedeschi, con diversi automezzi e con tre camion dei nostri, che si disposero uno vicino all’altro formando uno sbarramento verso il viale Buridani. … Gli ex militari in borghese, separati dai civili, vennero sospinti come pecore verso i camion e costretti a salirci sopra, mentre i civili guardavano attoniti. Furono catturati 150 e più di giovani, e dopo pochi minuti gli automezzi partirono per destinazioni ignote”.
(Lino Cappello)

“Quando fui preso prigioniero fui mandato a Norimberga, non so se quel campo avesse un nome. Ci presero a Venaria, ci siamo cascati come pecore, proprio da scemi. Hanno fatto una retata. … È stato così, con dei camion i tedeschi sono arrivati davanti al Municipio assieme due o tre “fascistoni”, ... Con l’altoparlante hanno detto a quelli presenti all’adunata che ci avrebbero portato credo a Cremona. Avevamo paura di presentarci, perché in quei casi non si sa cosa possa veramente succedere, ma decidemmo di presentarci lo stesso, sollecitati anche dalle parole di uno del gruppo : “Ma sì andiamo, adesso qui, come facciamo a scappare?” Così ci presentammo in piazza del Municipio. I miei due fratelli, … Riuscirono a fuggire tutti e due in montagna … Io invece con altri amici di Venaria fui spedito in Germania, dove sono rimasto fino alla fine della guerra”.
(Gino Padoani)

“Nel tardo pomeriggio del 13 o 14 settembre, passando per via Negro entrai con un mio amico, Roncato, nella tipografia Regis e chiesi al titolare se avesse un album per le foto, ed egli mi rispose che avrei potuto trovarlo nella cartoleria Piacentino, in via Carlo Alberto. Stavamo per uscire quando Regis ci fa: “Eravate soldati voialtri? Si? Guardate che sto stampando dei manifesti che vi riguardano”. Ne leggemmo uno. Il comando tedesco invitava gli appartenenti al Regio Esercito a presentarsi davanti al Municipio il 16 settembre,… i manifesti erano firmati dal comando tedesco. … Giudicammo pericoloso quell’invito e decidemmo che il 16 settembre saremmo rimasti alla larga dalla piazza e in attesa di quello che sarebbe successo! Il 16 settembre tre camion tedeschi, passando dietro il palazzo del Comune si presentarono nella piazza antistante, affollata da circa 200-300 soldati che avevano risposto alla chiamata. Molti erano marescialli, che percependo uno stipendio, qualora avessero rinunciato alla divisa, sarebbero rimasti senza lavoro e senza risorse per mantenere la propria famiglia. Altri erano soldati provenienti dall’Italia meridionale, impossibilitati a raggiungere i propri paesi, occupati dagli anglo-americani. I tedeschi caricarono tutti sui camion, li trasportarono a Porta Nuova, e poi fatti salire su due vagoni bestiame li spedirono in Germania”.
(Giovanni Dotto)

Sfoglia il pieghevole a cura dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI - Sezione di Venaria Reale, con l'elenco dei militari deportati.

Pieghevole ANPI
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